La Pesca Miracolosa


GRUPPO FAMILIARE Incontro di Sabato 03 Febbraio 2007


LA PESCA MIRACOLOSA: - Dall’Insegnamento alla comprensione -
- La “VOCAZIONE”: dalla “chiamata” alla “risposta”
passando per la “conversione”
- Dalla “Comunione/Condivisione” alla “Missione”
- IL MIRACOLO: Dall’umano al Divino diventiamo
“in con e per Cristo” “PESCATORI di SALVEZZA”





PREGHIERA INIZIALE:

“Prendi il largo” mi dici, Signore,
all’inizio di un nuovo millennio.
Riprendi coraggio nel vivere la tua vita cristiana,
la tua testimonianza di fede,
il servizio del vangelo a tutto il mondo.

“Ho faticato tutta la notte e non ho preso nulla!”
Signore, quanto poco ho realizzato
nella mia vita di credente,
quante delusioni e fallimenti

nel mio impegno di rinnovare il mondo;
quanti tradimenti nel vivere la mia fede!

“Ma sulla Tua Parola getterò le reti”
Non sulla mia forza, ma nel Tuo Nome,
con la risorsa dello Spirito
voglio riprendere il cammino con più slancio,
sicuro che, come per Pietro,
non mancherà anche per me una pesca abbondante.

AMEN

LETTURA DEL BRANO: (Lc 5,1-11)


COMMENTO:

“… levato in piedi…”

Essere in piedi indica l’essere in movimento, in cammino;
Avere qualcosa da fare, un compito, una missione.
Chi sta in piedi ha autorità, qualcosa da dire o fare, prende l’iniziativa, è attivo.

“… stava presso… la folla faceva ressa intorno per ascoltare…”

Indica l’immergersi, non temere il contatto, cercare l’incontro, essere solidali.
Stare al centro della scena, essere il punto di riferimento.
La folla gli riconosce autorità, si attende qualcosa da Lui, pensa e spera che abbia risposte, proposte, indicazioni, che sappia parlare alla loro vita.

“…vide due barche… salì sulla barca…”

La barca è il mezzo per attraversare il mare dell’esistenza e raggiungere l’altra sponda; rappresenta il “cammino di Fede” che ciascuno di noi è chiamato a compiere.
E’ simbolo della Chiesa, luogo e condizione dell’insegnamento. Anche noi dobbiamo salire su questa barca.
La barca è, anche, la Famiglia, “chiesa domestica”, luogo della trasmissione della Fede e dell’insegnamento della Parola, spazio dove la Parola si fa vita. Lasciamo salire Gesù sulla nostra barca, Egli lo chiede anche a noi. La nostra vocazione di Sposi in Cristo e nella Chiesa, ci conferisce il mandato, di essere annunciatori e testimoni, in Famiglia, nella Chiesa e nella Comunità.
La barca si può intendere anche come simbolo della Croce sulla quale salirà il Cristo e sulla quale anche noi siamo invitati a salire per raggiungere l’altra sponda, quella della Salvezza.

“…lo pregò di scostarsi un poco da terra…”

La salvezza viene da un luogo diverso dalla Terra. Tuttavia deve invadere e permeare tutta la Terra e tutta l’umanità. Per raggiungere la salvezza anche noi dobbiamo scostarci, distaccarci dalla terra, dal possesso, dalle cose, dalle illusorie sicurezze del nostro Mondo.
La richiesta di “distacco” è graduale ma progressiva (Prima Gesù chiede di “scostarsi” poi di “prendere il largo”); poiché il Signore “Buon Pastore” ci conduce piano piano, ci fa crescere con bontà e pazienza.
Infatti il Signore “prega” Pietro. L’uso del verbo “pregare” indica:

sia l’urgenza dell’annuncio di salvezza (quando necessitiamo urgentemente di qualcosa di veramente vitale, anche noi non esitiamo a”pregare” chi pensiamo possa fornirci l’aiuto che ci bisogna);
sia l’atteggiamento di grande rispetto che Gesù ha nei confronti dell’uomo, la Sua profonda umiltà, il Suo lasciarlo libero di scegliere.
Dio non impone la sua volontà, ma desidera fervidamente che l’uomo lo ascolti. Così non teme di pregarlo, né teme che tale atteggiamento possa essere interpretato come segno di debolezza. Il Suo desiderio d’amore è così grande, che non ha paura di esporsi troppo, di dare l’impressione di mettere in discussione la Sua autorità ed il Suo prestigio. Dio si serve di ciò che è debole, per vivificarlo con la Sua Potenza.
(S. Paolo dirà: “Quando sono debole è allora che sono forte!” E ancora: “Non sono più io ad agire ma è Cristo che agisce in me.”)

“Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle…”

Gesù scende, si siede, prende dimora in mezzo a noi, si abbassa fino a toccare la nostra umanità, la nostra terra
Questo sedersi indica: l’approssimarsi mettendosi al nostro livello, l’immedesimarsi nella nostra condizione, la familiarità.
Il desiderio di comunicare, di condividere, di rivelarsi, di offrire la Sua Grazia.
Ma indica anche che Gesù è il “Maestro” che seduto alla Tavola ( La barca scostata dalla riva) dispensa il proprio insegnamento (“ammaestra”). Offrendo così la “Salvezza che nasce dalla Parola ascoltata ed accolta”. L’essere “seduti insieme” facilita l’ascolto.

“Prendi il largo …”
§ E’ l’invito ad andare, a mettersi in cammino. I Discepoli che hanno ascoltato ed accolto l’insegnamento, sono ora pronti ad affrontare il percorso dell’esistenza, per rendere “vita” la Parola ascoltata ed accolta, mettendo in pratica l’insegnamento di Gesù.
§ E’ esortazione a “pensare in grande”, ad allargare i propri orizzonti. Vivere la Fede è impegno di “grande respiro”. E’ camminare in una nuova prospettiva.
§ La via della Fede è anche avventura, essa non conduce in un luogo precisato, ci porterà verso nuovi lidi a noi sconosciuti, ma alla fine ci guiderà, inevitabilmente, all’incontro definitivo con Gesù Redentore.
§ E’ questa la meta di ogni cammino di Fede. Ogni credente è qui chiamato a ripetere l’esperienza di Abramo: “Esci dalla tua terra …”, a vivere l’affido e l’abbandono totale al Padre in Cristo.

“… gettate le reti per la pesca… sulla tua parola getterò le reti”
§ Gesù invita a ritentare, a non tenere conto dei fallimenti, superandoli.
§ Esorta a ripartire a rimettersi in cammino, accostandosi amichevolmente e condividendo la nostra fatica, disillusione, frustrazione, disperazione. Occorre riprendere l’opera, contando sul Suo aiuto, affidandosi a Lui.
§ La chiamata che ci rivolge è chiamata ad una Fede rinnovata, a fidarci di Lui, sicuri e certi che tutto ciò che dice si realizzerà. (“Nulla è impossibile a Dio…”).
§ La Parola va realizzata, messa in pratica, compiuta; bisogna porre il fondamento sulla “roccia” della Fede operosa, che è il Cristo stesso che si accompagna a noi.
§ Gesù usa il verbo “gettare”, (che per gli uomini spesso significa sprecare, buttare via,) per dire che occorre imparare a gettare qualcosa di noi, della nostra vita, per ottenerne in cambio la vita vera. (“Chi non “getta” la propria vita la perderà. Ma chi “getta” la propria vita per causa mia la ritroverà”).
§ Come Pietro riconosce il suo fallimento, la sua povertà (“non abbiamo preso nulla”) ma ciononostante getta nuovamente le reti affidandosi alla Parola di Gesù, anche noi dobbiamo mettere in campo tutte le nostre capacità, il nostro impegno, per permettere a Gesù di agire attraverso di noi. E’ lo Spirito di Cristo che rende efficaci le nostre opere.
§ Dobbiamo diffidare delle nostre “certezze” umane, solo l’incontro tra la nostra “povertà umana” e la “ricchezza di vita divina” potrà condurci alla pienezza della Salvezza redentrice.

“…presero una quantità enorme di pesci… fecero cenno ai compagni dell’altra barca… riempirono tutte due le barche…”

E’ il segno dell’abbondanza del dono di Dio, che supera il nostro umano bisogno.
Il Signore riempie la nostra vita con una ricchezza enorme, perché dona senza misura.
L’abbondanza straripante del dono deve essere condivisa, se la tenessimo solo per noi sarebbe “sprecata”. L’incontro con Gesù non è mai “chiuso”, ma spinge sempre alla comunicazione, alla condivisione, alla comunione totale e gratuita, con Lui e con i fratelli.
Nella Chiesa, come in famiglia, non è possibile restare chiusi in sé stessi ed isolati. Dobbiamo aprirci agli altri ed al dono che essi sono per noi.

“Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: ‹‹ Allontanati da me che sono un peccatore ›› .”

La ricchezza del dono, ci pone in soggezione, ci spinge a riconoscercene indegni, confessiamo, come Pietro, il nostro peccato, la nostra povertà. Diffidiamo il Signore dal contare su di noi.
L’esclamazione di Pietro (“Allontanati da me..”) è una preghiera veramente e profondamente umana, che sta dalla parte dell’uomo, essa esprime la verità di noi stessi di fronte a Dio. Pietro in ginocchio, con queste parole sulle labbra, è l’immagine del vero uomo credente.
Tuttavia l’invocazione di Pietro è una “preghiera” opposta ai sentimenti di Dio. Egli infatti non si allontana dal peccatore ma anzi gli si avvicina ancor più. Gesù non è venuto per circondarsi di giusti ma di colpevoli, non va incontro ai sani ma cerca i malati.
Anche se non dobbiamo farci schiacciare dal nostro peccato, dall’oppressione della colpa, non possiamo però non riconoscere la nostra incapacità, il nostro limite, ritenendoci puri e senza macchia, immuni dal peccato. Come Pietro, invece, dobbiamo avere la forza di gettarci in ginocchio davanti al Signore per implorare il Suo perdono.
Come Pietro, anche noi dobbiamo giungere, dalla “vocazione”, alla “risposta”, passando per la “conversione del cuore”.

“…Gesù disse. ‹‹ Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini ›› .”
· La reazione di Gesù è bellissima: non dice che non è vero, non assolve Pietro, non lo umilia, pronuncia due sole parole: “Non temere”. Il peccato rimane, non viene annullato, ma non può essere il nostro alibi per allontanare il Signore, per evitare la Sua presenza e le Sue esortazioni, per non impegnarci con Lui, per chiuderci al futuro della Fede e della Salvezza.
· Gesù ci rialza, ci da e ridà fiducia, conforta la nostra vita, rafforza il nostro spirito e la nostra volontà.
· Il miracolo vero è Gesù, che non si lascia deludere dai nostri difetti e povertà, che ci affida il vangelo, che ci fa ripartire dallo stesso punto in cui c’eravamo fermati. In Gesù, Dio si rivela e si fa compagno dell’uomo, per accompagnarlo nel “cammino della salvezza”.
· Anche a noi, poveri uomini impuri e peccatori ma inginocchiati davanti a Dio, oggi viene detto “d’ora in poi sarete pescatori di uomini”. D’ora in poi, da oggi in avanti: tutto cambia, è un nuovo inizio, un contatto rinnovato ed insperato con il Signore della vita, che ci vuole vicino a sé. Chiamati a gettare le nostre reti sull’umanità di questo tempo, che più si distrae da Dio e più ne ha bisogno.
· E’ la storia di ogni battezzato, invitato a “gettare le reti al largo”, sapendo che il “risultato” non verrà mai dalle nostre capacità di “peccatori”, ma solo dalla Fede nella Sua Parola.

“…lasciarono tutto e lo seguirono…”

Quest’ultima frase che chiude il brano, è il vero miracolo della pesca nel lago: Gesù si rivela come il primo Pescatore, che sa compiere il miracolo di cambiare il cuore degli uomini, perché non vivano più per se stessi.
Pietro ed i suoi amici credono in Lui perché ha creduto in loro, gli danno fiducia perché si è fidato di loro, lo seguono perché ha voluto salire sulla loro barca.
Abbandonano tutto, lasciando sulla riva: le reti, le barche, la vita (quella dell’uomo vecchio). Seguono Gesù, peccatori che sanno di esserlo, per tentare con Lui di essere nella vita “datori di vita”.


PER LA RIFLESSIONE:


§ “Levato in piedi…” Come sono i nostri atteggiamenti ? Siamo in piedi, in attesa, pronti ad agire, in cammino ? Stiamo attendendo qualcosa, qualcuno, pronti a riprendere la strada insieme? Abbiamo un annuncio da dare, un aiuto da offrire, un’esperienza da condividere ?

§ “Vide due barche ormeggiate…” Guardiamoci dentro con sincerità: dove sono piantati gli ormeggi della nostra vita?

§ “Lo pregò di scostarsi dalla riva…” Abbiamo Fede, fiducia, confidenza in Lui ? E quindi ci lasciamo andare, abbandonando le nostre “prese”, sicurezze, comodità ?

§ “Sedutosi…” Gesù ci offre tempo, spazio, disponibilità piena per incontrarlo e conoscerlo, ma noi sappiamo fermarci, rimanere, radicarci in Lui?

§ “Ammaestrava…” Sappiamo trasmettere i valori in cui crediamo? Abbiamo qualcosa da raccontare, testimoniare, far vivere? Siamo credibili, contagiosi, trasmettiamo l’entusiasmo della Fede?

§ “Prendi il largo… getterò le reti… si gettò alle ginocchia…” Abbiamo il coraggio di uscire da noi stessi, di proiettarci all’altro, di scoprire l’ignoto? Cosa siamo disposti a gettare via di concreto, per donarlo a qualcun altro? Abbiamo ancora pensieri, progetti, che teniamo, gelosamente, ancorati a noi stessi, al nostro cuore o alla nostra volontà? Siamo disposti a prendere la nostra vita, così com’è oggi, per gettarla ai piedi di Gesù, in Lui, perché Egli ci raccolga ancora una volta, risanandoci, salvandoci e facendo di noi persone nuove?

§ “Fecero cenno ai compagni dell’altra barca…” Sappiamo accostare la nostra barca a quella di altri? Sappiamo accogliere, chi naviga nelle nostre stesse acque, su barche diverse dalla nostra? Siamo capaci di riversare nell’esistenza di altri i doni e le ricchezze che il Signore ci ha affidato in deposito? Fino a che punto riusciamo a condividere con altri ciò che siamo ed abbiamo?

§ “Non temere…” Quali resistenze opponiamo all’invito di Gesù? Che cosa temiamo? Siamo disponibili a seguirlo nonostante le nostre povertà, limiti, difetti, fallimenti?

§ “Lasciarono tutto e lo seguirono…” Che cosa significa per noi “seguire” Gesù? Lasciamo che il Suo invito penetri nel nostro intimo, si sciolga nel nostro cuore, susciti desideri di risposta in noi? Sapere che il Signore cammina con noi ci conforta, illumina la nostra vita, rendendola più piena e serena? Spezza in noi le catene della nostra solitudine, donandoci la gioia di sentirci accolti, compresi, sollevati? Ci spinge a rinnovare i nostri desideri di condivisione, partecipazione, comunione?


PREGHIERA FINALE


Signore, Tu hai aperto il mare.
Sei venuto fino a me;
hai spezzato la notte
hai inaugurato, per la mia vita,
un giorno nuovo!

Tu mi hai rivolto la Tua Parola
Toccandomi il cuore;
mi hai fatto salire sulla Tua barca
portandomi al largo.

Signore, Tu hai fatto cose grandi!
Ti lodo, Ti benedico e Ti ringrazio,
nella Tua Parola,
nel Tuo Figlio Gesù
e nello Spirito Santo.



Portami sempre al largo,
con Te, dentro di Te e Tu in me,
per gettare reti: d’amore,
d’amicizia, di condivisione,
di ricerca insieme
del Tuo volto e del Tuo Regno
già su questa terra.

Signore, sono peccatore, lo so!
Ma anche per questo Ti ringrazio,
perché Tu non sei venuto
a chiamare i giusti ma i peccatori
ed io ascolto la Tua Voce
e Ti seguo.
Eccomi, Padre, lascio tutto e vengo a Te…

AMEN

PREGHIERA CON I FIGLIGesù, Tu ci hai portatola Parola del Padre.Si è levata, come sole,dopo una notte buia,vuota e solitaria.Quando manchi TuÈ sempre così, lo so.Dal mare, Ti prego,
soffi il dolce vento
dello Spirito Santo
e mi raccolga
e mi accompagni a Te.

Gesù, Parola vivente,
è Te che voglio seguire
ed ascoltare.
Non mi scosterò dalla spiaggia,
dove Tu mi parli e m’insegni,
ma rimarrò qui
finché non mi avrai preso con Te.

Allora Ti seguirò
e verrò con Te,
ovunque mi condurrai.
Perché Tu sei
l’unico, vero, grande amico
della mia vita.
ed io non voglio più
separarmi da Te.

Grazie Gesù…

A M E N